20-Apr-2007 - LE SEQUENZE PIU' DURE

Emiliano Ferrera
sembra indicare la via giusta
durante le difficili sequenze
leggi l'articolo su "il capoluogo.it"
http://www.ilcapoluogo.it/content.php?article.3698

Girare sulla neve è duro sempre. La montagna si vive in modo completamente diverso, purtroppo non è una settimana bianca. Quello che è stato"western" in questo viaggio non è solo la parte western di Inferno bianco nella trama, (il west gioca in casa con i suoi meccanismi) ma anche dietro il set. La prima cosa da considerare è che forse nell'immaginario degli altri ci potrebbe essere la sensazione che gli attori prima di cominciare,
"si vestano western". In realtà ahimè per quelli che hanno partecipato me compreso, è esattamente il contrario.
Gli attori "si spogliavano" western casomai.
Lasciavano giacca a vento e dopo sci perchè non servivano più fino alla fine della giornata. Perché? Perchè ci eravamo addentrati nel territorio a piedi e se uno aveva finito una sequenza non sempre poteva raggiungere le auto, scaldarsi in macchina e riotrnare sul set dopo. Ci voleva troppo tempo, nella neve fresca si affondava. Esempio per fare solo 300 metri ci si metteva una vita.Figuriamoci quando la distanza era molto di più. Ecco perchè anche dietro il set il viaggio è stato "western" COME VOLEVO IO" altrimenti intitolare questa storia Inferno bianco sarebbe stato inutile.
Il momento dello spogliarello, chiamiamolo così, è stato sicuramente il momento peggiore per tutti noi. Il generale inverno(quello dell'anno scorso, non quello inesistente di quest'anno) non ha risparmiato nessuno. Che poi in cielo era bel tempo oppure no, cambiava poco, (quando era brutto tempo era ancora peggio,)perché si entrava in un freezer.Tutto nasceva dai piedi,
Il gelo saliva e ti entrava nelle ossa, in pratica eravamo zuppi mentre spirava un vento gelido.
Certo, queste sono curiosità dietro la telecamera. Se inferno bianco piace o non piace,ciò elude da tutto questo. Pensare che la storia che ho scritto possa piacere di più per i retroscena sarebbe quanto meno un'ingenuità da cui per fotuna mi sento lontano.
Siccome siamo in una sorta di block notes, si racconta un viaggio, tutto qui.
Lo racconto e questo resta, perché di solito, nei corti e anche nei lunghi si gira un pò sul facile,sicuramente tutto posso dire meno che siamo andati a cercare il facile. Anche questo non credo possa passare via come un bicchiere d'acqua, perchè non sarebbe giusto per chi ha partecipato ma anche questa considerazione elude dalla trama.
Le considerazioni che posso fare sono che vivendo di volta in volta il territorio nelle modalità descritte, Inferno bianco è stata anche una grande esperienza umana.
Mi direte che tutti i lavori lo sono, è vero.Di particolare c'è stato un vero e proprio viaggio nel tempo perchè l'immaginario Oregon (...) era privo di elementi che ci riportavano al mondo moderno. In quale punto dell'Abruzzo eravamo finiti? Non lo sapevo.
Eravamo dei puntini, sperduti chissà dove, nel silenzio più assoluto...
Che dire ancora? Solo gli ultimi di Aprile abbiamo avuto un pò di sollievo, ma ormai Inferno bianco era quasi concluso. Rifarei tutto, purtroppo non so quando mi ricapiterà di fare una cosa di questo tipo, ma non è detto.... E se la prossima volta mi venisse in mente di girare un lungometraggio a forza sette su un peschereccio?
L'importante è capire però che nella vita non ci sono solo il film ma cose più importanti.

   

    

   
Le parole della montagna
Abbi massimo rispetto per questo luogo e per tutto ciò che quassù trovi,
se tu non l'hai portato con fatica, qualc'un altro l'ha fatto.
Se tu, essere vivente, non credi in un essere supremo guardati attorno e
pensa se tu saresti in grado di fare tutto ciò che il tuo occhio vede.
Amami ed io non ti tradirò.
Sii coraggioso e mi vincerai.
Attento a dove metti il piede, per colpa tua qualc'un altro più in basso
può lasciarci la vita.
Ai 1500 metri dimentica chi sei, con persone di differente età usa il Voi,
con persone della stessa età usa il Tu.
Ai 2000 metri dimentica il mondo, gli affari, le tasse e goditi la vera pace.
Ai 2500 metri dimentica il tuo io, la borìa, la cultura, la forza fisica, perchè
se quassù sei giunto, sei, in tutto e per tutto uguale agli altri che quassù stanno.
Non credere, piccolo uomo, di essere chi sà chi, perchè prima che tu
nascessi, io già c'ero e quando tu non esisterai più io ancora ci sarò.
    

    

   

   

    

    

    

    
(In alto back stage)

    

    

    

    

    


Stefano D'Angelo autore teatrale su Inferno Bianco
http://dailymotion.alice.it/visited/search/Jacurti/video/x1nj6b_stefano-dangelo-parla-di-inferno-bi
Qui sotto Alex donato "il muto" di inferno bianco

VAI AVANTI C'E' ALTRO
|